Il distillato che arriva dall’est: la Vodka

Vodka: origini e storia dagli zar ad oggi!

Il distillato che arriva dall’est: la Vodka


Ti piace il vodka tonic/lemon? Ti piace bere Grey Goose o Belvedere ma non sai nulla sulla vodka?

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La vodka è un superalcolico tra i più antichi al mondo e la storia ci ricorda che la prima distilleria fu realizzata in Polonia nel 1534. Solo pochi anni dopo lo zar Ivan il Terribile la considerò monopolio di stato e fece aprire numerose rivendite.
Il consumo si diffuse molto velocemente tanto che al tempo dello zar Pietro il Grande, fra il ‘600 e il ‘700, la vodka veniva commercializzata in fusti da 12 litri. In seguito, a causa del crescente alcolismo, fu stabilito di venderla in contenitori molto più ridotti.

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La vodka rappresentava un’importante entrata per l’impero, tanto da rappresentare, nel 1751, il 40 per cento del bilancio, con il quale si finanziavano le guerre e le costruzioni delle città come San Pietroburgo.
Inizialmente, prima del ‘500, la vodka (wodka in polacco) era prodotta in modo molto artigianale dai contadini dell’impero. Nei tempi antichi si produceva con bucce di patate e con patate troppo piccole per essere vendute, fatte fermentare e distillando poi il liquido in alambicchi discontinui molto primitivi. La prima difficoltà però era che non tutto lo zucchero presente nella patata si trasformava in alcool e i lieviti risultavano insufficienti; ecco perché, la patata, venne sostituita con la segale, un cereale che resisteva anche alle temperature fredde dell’impero.
Arriviamo ai tempi nostri. Per produrre una buona vodka, l’acqua, elemento fondamentale come nella birra, viene demineralizzata allo scopo di eliminare elementi indesiderati. Si utilizzano cereali come frumento, segale e altre granaglie che, come con la birra, devono essere maltati per scindere l’amido in monosaccaridi fermentiscibili (qualcuno produce ancora la vodka utilizzando la patata e i vecchi metodi tramandati di generazione in generazione, Potocki).
Si inizia macinando i cereali che vengono mescolati con acqua e fatti bollire, dopodiché viene
separata la parte solida. Aggiungendo dei lieviti si lascia fermentare e si ottiene un il liquido molto simile alla birra.
Dopo un periodo di riposo, vengono effettuate almeno 3 distillazioni in maniera tale da portare il grado alcolico e il livello aromatico ai parametri che si vogliono ottenere.
Dalla prima fermentazione si ottiene la Brantowka (Wodka bruciata), dalla seconda la Prostka (vodka rustica) e dalla terza l’ Okovita (acquavite).

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Infine il distillato viene filtrato con materiali diversi (carbone attivo, polveri di diamanti, farine fossili, ecc..) per eliminare sentori sgradevoli, ottenendo cosi un prodotto neutro; con successiva aggiunta di acqua si ottiene la gradazione desiderata per la commercializzazione.

Francesco Troiano

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